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IL TEMPO NECESSARIO.Il diritto di morire da vivi
04/12/2017
Il docufilm su cure palliative e fine vita finanziato dalla Fondazione Prosolidar sul progetto "Quando le persone contano davvero"
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GIOVANI IN TRANSITO
20/10/2017
Il 20 ottobre a Firenze all'Auditorium Il Duomo il convegno “Giovani in transito. Le nuove frontiere del volontariato giovanile”
In Toscana 89 mila 'neet'. Il Cesvot studia come coinvolgerli nel volontariato
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GIOVANI VOLONTARI IN AZIONE
14/10/2017

Gli studenti del Liceo scientifico Francesco Redi imparano i valori della solidarietà, dell'altruismo e della responsabilità del vivere civile grazie al progetto di alternanza scuola lavoro, costruito all'interno del mondo del volontariato, organizzato dalla Delegazione Cesvot di Arezzo, "Giovani volontari in azione".

 
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Chi Siamo

 L’Associazione nasce nel 1996 dall'incontro tra la sensibilità di privati cittadini e alcuni operatori sanitari. L'AVAD si rivolge a persone con malattie oncologiche, con disabilità grave o affette da patologie degenerative di qualsiasi età che risiedono presso il proprio domicilio. L'intervento dell'associazione non è di tipo infermieristico, ma è rivolto all'aiuto umano nei confronti del malato e della sua famiglia donando loro sollievo nelle ore di presenza e un utile sostegno, spirituale e pratico. I volontari entrano nelle case degli assistiti senza intrusione e, con comprensione ed empatia,riducono l’isolamento sociale che rischia di affliggere la loro realtà. La cultura della cura a domicilio si sta diffondendo sempre di più per la volontà dei malati e dei loro familiari di risiedere nel loro ambiente naturale per i ben noti effetti sulla salute, sul benessere psicologico e sull’integrazione sociale. Questo però ha come conseguenza spesso difficoltà pratiche e logistiche a cui i volontari AVAD con i loro operato tendono ad attenuare.
AVAD sostiene che un malato inguaribile non è incurabile, nel senso che il tempo a loro dedicato è prezioso per preservarne la dignità e migliorare, con le loro azioni di assistenza e sostegno, la sua qualità di vita.
 AVAD si propone tra i suoi obiettivi quello di accompagnare il malato cronico e i suoi cari nella nuova condizione di vita, evitando l’isolamento che si andrebbero a sommare al già presente ed inevitabile dolore.
 AVAD è iscritta all’Albo regionale del volontariato ,articolazione provinciale di Arezzo,  ed è nel Direttivo del CESVOT delegazione di  Arezzo, con il ruolo di vicepresidente.
Ha tessuto negli anni  una fitta rete di collaborazione con le altre realtà presenti nel  territorio aretino che si occupano di assistenza, promozione della cultura del volontariato e solidarietà sociale e  collabora attivamente con la ASLsudest Toscana , in particolare con il reparto di oncologia e il  progetto SCUDO, cure palliative a domicilio.
I volontari A.V.A.D  partecipano ad un  corso di formazione di base e  si incontrano una volta al mese per aggiornamento e discussione del servizio con la presenza della coordinatrice dei volontari e di una psicologa e hanno a disposizione uno “Spazio Ascolto” per colloqui individuali.
 A.V.A.D. organizza incontri e seminari di approfondimento, aperte a tutti, su tematiche  di interesse comune. Attualmente l’A.V.A.D. ha 35 volontari che ad oggi  prestano assistenza a 24 malati al domicilio con un impegno  di 2 ore settimanali e fino ad un massimo di 6 ore settimanali, organizzando una turnazione dopo una valutazione dei bisogni. In alcuni casi l’intervento è limitato a poche settimane, in altri casi può durare anche diversi mesi.



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PERCHE' "TUTTOMONDO"?

Le immagini che abbiamo scelto per la homepage fanno parte del grande murales che si trova a Pisa sulla parete esterna  della chiesa di Sant’ Antonio abate, ed è l’ultima opera dell’artista statunitense Keith Haring ed è considerato il suo testamento spirituale.
L’opera ha per tema l’armonia e la pace nel mondo, ed è un inno alla vita e alla felicità del mondo.
Ogni personaggio rappresenta l’aspetto del mondo quando regna la pace: le forbici umanizzate rappresentano la collaborazione tra gli uomini per sconfiggere il serpente, cioè il male, che stava già mangiando la testa della figura accanto; la donna con in braccio il bambino richiama la maternità; gli uomini che sorreggono il delfino rappresentano il rapporto con la natura. In centottanta metri quadri c’è tutta la zoologia fantastica cara all’artista, in un alternarsi di evocazioni positive e negative, con valori da evidenziare e pericoli da esorcizzare.

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